mercoledì 11 marzo 2009

Quando a inquinare è il ministro dell’ambiente


Quando a inquinare è il ministro dell’ambiente di Carlo Cipiciani
Il prossimo G8 sull’ambiente si terrà a Siracusa, patria della bella, brava, buona ed intelligente ministro Stefania Prestigiacomo, che ha dimostrato come pochi altri di avere a cuore l’ambiente. Soprattutto a Siracusa Mancano poche settimane all’evento che porterà la Sicilia al centro del dibattito mondiale sui temi dello sviluppo sostenibile. Il G8 sull’ambiente si terrà infatti nella magnifica cornice di una delle più belle città italiane: la meravigliosa Siracusa. Quale sede migliore per parlare di ambiente della città patrimonio dell’Unesco, piena di bellezze e monumenti che il mondo ci invidia, dal Teatro Greco all’orecchio di Dioniso, dalla Fonte Aretusa con il suo papiro, ai parchi marini e aree naturalistiche che la circondano? Il merito di questa magnifica scelta è della bella, brava, intelligente ministro dell’ambiente, Stefania Prestigiacomo, che a Siracusa è nata, cresciuta e risiede, assieme alla sua bella famigliola di imprenditori: il papà Giuseppe, ad esempio. Azionista di riferimento della Sarplast, azienda fallita nel 1997 lasciando sul tappeto 957 creditori e 51 milioni di euro di debiti. Nell’azienda si verificarono alcuni incidenti e casi di malattia denunciati dai dipendenti , con operai che ebbero figli con malformazioni congenite, altri lavoratori dopo anni si ritrovarono polveri nei polmoni. Semplici coincidenza, anche se la procura di Siracusa aprì un’inchiesta per lesioni colpose mentre la polizia rilevò nelle aziende dei Prestigiacomo una serie di violazioni tra cui pendenze con il fisco per circa tre milioni di euro nel giro di tre anni. Insomma, sono gente moderna, che non sta con le mani in mano, esempio di quel sud che vuole crescere, svilupparsi, diventare “europeo”. Ma Siracusa oltre ad essere la patria di questa grande famiglia, una città straordinaria, può vantare invidiabili record in materia di ambiente. Nelle graduatorie delle 103 province italiane è al 73 esimo posto per percentuale di veicoli inquinanti, al 96 esimo per presenza di spazi verdi urbani, al 103 esimo (cioè, all’ultimo) per quantità di raccolta differenziata. Il suo record più bello però è il numero di giorni in cui vengono superati i limiti di emissione di polveri sottili: succede 282 giorni all’anno. Di particolare pregio, a 15 minuti di auto dall’Ortigia, anche il polo industriale di Augusta-Priolo, il secondo polo inquinante d’Italia, dove si raffina il 25% del petrolio distribuito in Italia e la quota di tumori e malformazioni neoantali è la più alta d’Italia. Lì operano l’Eni, la Erg e anche la Vetroresina engineering development (Ved), azienda di oltre 200 addetti specializzata in tubi industriali. Quest’azienda è di proprietà della famiglia Prestigiacomo, l’amministratore è sempre papà Giuseppe e tra gli azionisti principali c’è anche la nostra brava, bella e intelligente ministro. Che però per l’ambiente si sta dando molto da fare, in Italia e in Europa, anche se forse nessuno se ne accorge. Non manca infatti giorno in cui la ministro non intervenga in favore dello sviluppo sostenibile, della tutela e valorizzazione dell’ambiente, contro l’inquinamento e tutti quei mascalzoni che devastano il territorio e inquinano il mare e l’aria. Se non ne sentite mai parlare è perché - con la discrezione tipica delle donne della sua bella terra di Sicilia - la ministro Prestigiacomo evita sovraesposizioni mediatiche e opera in assoluto silenzio, anche per non oscurare il lavoro degli altri suoi colleghi ministri e non far fare loro brutte figure. Invece, si sta dando tanto da fare per l’ambiente e soprattutto per la sua Siracusa. Ha promosso l’intesa fra il ministero dell’ambiente, la regione Sicilia e il comune di Siracusa per interventi per 4 milioni di euro per recupero del lungomare di Ortigia, interventi di riqualificazione ambientale in via Colomba, infrastrutture viarie della zona umbertina ed opere di sistemazione della zona del Castello Maniace e delle aree adiacenti. E soprattutto, nonostante i molteplici impegni da ministro, la Prestigicomo ha trovato il tempo per fare un’incredibile scoperta, mentre passeggiava per caso per le vie della sua adorata città: a Siracusa, proprio davanti all’isola di Ortigia, vicino al centro, accanto alla zona patrimonio dell’Unesco, è stato costruito più di 10 anni fa un autentico ecomostro di cemento: il parcheggio Talete. La solerte ministro, innamorata dell’ambiente e di Siracusa, ha recentemente definito il parcheggio un “ecomostro che offende Ortigia, ma soprattutto un’opera eminentemente inutile”. E ne ha proposto l’eliminazione per poter “definire un riassetto armonico di tutta l’area”. Curiosamente pochi giorni dopo la Port Royal srl, una società nell’orbita del gruppo Caltagirone, che da tempo propone per Siracusa la costruzione di un magnifico porto turistico, è tornata alla carica per collocare la struttura più o meno in quell’area. Sul progetto, che ha una storia quasi ventennale, si sono già addensati sospetti di diverse operazioni in odore di speculazione edilizia, e in città molti dicono che vari edifici fatiscenti nelle adiacenze dell’area siano stati comprati dal notaio Angelo Bellucci, marito della ministro Prestigiacomo. Ma questa sono chiacchiere! I fatti parlano chiaro: l’ambiente è una delle priorità della bella, brava, buona e intelligente ministro. Che vuole lanciare proprio da Siracusa, in occasione del G8 sull’ambiente, le sue grandi idee in materia di sviluppo sostenibile. Perché l’ambiente non è solo la vecchia superata concezione di tutela del paesaggio, di lotta al degrado. L’ambiente, se si vuole, può essere anche un ottimo affare. Un affare di famiglia. Buon tutto!

sabato 7 marzo 2009

G8 Siracusa, intervento alla presentazione per il bene comune

Intervento sull'argomento ambiente in vista del g8 durante la presentazione per il bene comune a Siracusa.

Gossip sulla ministra Prestigiacomo e la sua famiglia

lunedì 2 marzo 2009

G8 Siracusa - Il video

G8 Siracusa

Dal 22 al 24 Aprile a Siracusa si terrà il G8 Ambiente, tappa intermedia al G8 conclusivo della Maddalena a Luglio. La città viene penalizzata pesantemente dai numerosi cantieri, che hanno il compito di dare in breve tempo una finta facciata ad una cittadina piena di problemi.

http://vivasiracusa.puntoforum.it/vivasiracusa-about2123.html

Priolo, scarichi abusivi da record

giovedì 26 febbraio 2009

La fabbrica delle malattie


La fabbrica delle malattie (di Marco Lillo) Combatterò le ineguaglianze sociali, i problemi dei più deboli, degli invalidi... Il ministro delle Pari opportunità, Stefania Prestigiacomo, ha le idee molto chiare. Per realizzarle non deve andare lontano. Sarebbe sufficiente che poggiasse lo sguardo sui casi umani della sua azienda, la Ved di Siracusa. Per esempio sui tre operai che hanno avuto figli con malformazioni congenite. O su quelli che non hanno mai fumato una sigaretta e che dopo dieci anni anni di stabilimento si ritrovano la polvere nei polmoni. Coicidenze. E' la risposta che gli operai si sono sentiti opporre dal padre del ministro, Giuseppe Prestigiacomo, fondatore e amministratore dell'impero della vetroresina. Ma a volte le coincidenze sono sospette. Nella fabbrica della famiglia Prestigiacomo si lavora in condizioni di sicurezza che sono oggetto di un'inchiesta della Procura di Siracusa. Il sostituto Maurizio Musco procede per lesioni contro papà Prestigiacomo e altri dirigenti. Due dipendenti hanno denunciato la società dopo aver fatto delle analisi ai polmoni. Tre mesi fa la Polizia è entrata in ditta riscontrando una serie di violazioni. Gli operai si feriscono gravemente e muoiono con frequenza inquietante. La settimana scorsa è morto un dipendente di una delle aziende del gruppo, la Coemi,cadendo da un traliccio mentre lavorava. Pochi mesi prima un altro era rimasto gravemente ferito alla Ved. Ma la vicenda più inquietante, finora passata sotto silenzio, è quella delle malattie congenite dei bambini. Tutto comincia nel 1993, quando Sebastiano Guzzardi, un operaio di 36 anni, scopre che suo figlio ha una malformazione congenita dell'uretere che fa tornare i veleni del suo corpo al rene, danneggiandolo. Dopo due operazioni è tornato alla normalità. Ora ha sette anni e conduce una vita serena, anche se il rene è danneggiato e deve essere soggetto a controlli frequenti. Il suo caso non è isolato. Tre anni dopo, un collega di Guzzardi, Giovanni De Cillis si ritrova nella stessa situazione: suo figlio nasce con una malformazione dell'uretere. Anche lui ha la febbre e il reflusso urinario. Anche lui è operato a Vicenza. Il tarlo che ronza nella testa dei due papà diviene un rombo un anno dopo. Nello stesso reparto della fabbrica, un caposquadra li chiama in disparte e confida: "mio figlio ha il reflusso dell'uretere". Un incubo, un serial killer senza volto. Non passa un anno e un altro operaio ha una bambina che gli nasce con la febbre e problemi alle vie urinarie. A questo punto Sebastiano Guzzardi pensa che la misura sia colma. Cerca una risposta ai suoi dubbi dal padrone, Giuseppe Prestigiacomo, e dalla Asl, ma niente. Solo la Cgil lo aiuta e lo fa eleggere rappresentante sindacale in azienda. Sempre la Cgil avvia una campagna per migliorare le condizioni di lavoro in fabbrica, ma la famiglia Prestigiacomo non apprezza. Il 14 maggio la Ved spedisce a Sebastiano Guzzardi una lettera minacciosa: "Poiché ravvisiamo in tali gratuite e infondate osservazioni un chiaro proposito diffamatorio, stiamo valutando l'ipotesi di una denunzia penale a suo carico". Eppure la richiesta di comprare gli aspiratori per tutelare i polmoni dei dipendenti non era campata in aria. Dopo le indagini della procura, pochi giorni fa, gli aspiratori sono stati installati. Eppure le sostanze usate per produrre la vetroresina potrebbero avere un legame con le malattie. Alcuni operai ricordano per esempio che in fabbrica in passato si usava una sostanza chimica denominata dimetil anilina. La faccenda è delicata, e per capirlo basta sentire una delle massime esperte del settore, la dottoressa Fiorella Belpoggi, ricercatrice della Fondazione Ramazzini di Bologna: "Questo tipo di sostanze può causare tumori delle vie urinarie. Quanto alle malformazioni della prole, la scienza non ha ancora detto una parola definitiva. Sono in corso degli studi sugli animali, tuttavia di fronte a una serie di casi ravvicinati, non mi sento di escludere una correlazione. Ci vorrebbe uno studio approfondito". Uno studio che la famiglia Prestigiacomo ha evitato di fare. Sembra che si voglia rimuovere il problema. L'azienda è arrivata a negare una settimana di ferie, trasformata in cassa integrazione, a un lavoratore che chiedeva di stare vicino al figlio durante l'intervento. Un altro operaio ha avuto due figli nati con alcune dita delle mani attaccate. L'operaio chiese un prestito da trattenere in busta paga per la seconda operazione, ma gli fu opposto un rifiuto. Solo grazie a una colletta dei colleghi il bambino è stato operato. E Stefania Prestigiacomo? Sebastiano Guzzardi, oltre a essere un suo dipendente, è anche cugino di secondo grado. Ma appena la mise a parte del suo dubbio, l'attuale ministro cambiò tono: "Non pensarle nemmeno certe cose. Sai quanti miliardi spendiamo noi per la sicurezza? Il lavoro non c'entra nulla". Nessuno ha certezze in questo campo. Ma proprio per questo le istituzioni sanitarie dovrebbero verificare. Eppure nessuno si muove. I Prestigiacomo a Siracusa sono abituati a non rendere conto. Gli stabilimenti incriminati in precedenza erano in dotazione della Sarplast, l'azienda di famiglia fallita nel 1997 perché oltre a non pagare i creditori non seguiva gli ordini del giudice. Al crac è seguita un'indagine per bancarotta fraudolenta. Secondo i giudici "la società ha compiuto atti diretti a frodare le ragioni dei creditori e ha accultato attivo". Il procuratore capo di Siracusa, Roberto Campisi ha scoperto decine di miliardi finiti alle controllate estere o usati per pagamenti preferenziali alle banche amiche, e ha iscritto nel registro degli indagati una ventina di amministratori. Eppure i Prestigiacomo continuano a lavorare negli stessi locali, con gli stessi macchinari e gli stessi operai, avendo cambiato solo la struttura societaria. E Stefania? Quali responsabilità ha? In qualità di socio di maggioranza relativa della holding di famiglia (21,5 per cento) è il principale beneficiario della bancarotta ipotizzata dai magistrati, ma non è perseguibile perché non ha incarichi esecutivi. Quanto alle condizioni sanitarie, anche qui non esiste una sua responsabilità diretta. prima di lasciare l'azienda era un dirigente senza rappresentanza: "Mi occupavo delle forniture, dalla carta igienica alle gru", ha raccontato al Sole 24 Ore. (L'Espresso, 25 ottobre 2001)
Questo era quello che succedeva all'interno dell'azienda, nella voce polo petrolchimico siracusano di Wikipedia quello che succedeva (e succede) invece all'esterno delle aziende. Era il 2001 e Stefania Prestigiacomo si era fatta tutta la sua bella gravidanza a Roma non facendosi mai vedere in Sicilia... però non pensate male, avrà avuto sicuramente moltissimo da fare... io l'ho incontrata una volta, all'aereoporto di Catania, sarà stato il 2003 credo. Era una domenica sera. Ricordo che la incontrai all'ingresso saranno state le otto di sera più o meno, il mio aereo partiva verso le nove. In partenza c'erano (nell'ordine) un Firenze, un Verona, un Milano e un Roma. Facciamo il check-in e aspettiamo un tempo indefinibile che arrivi il pulmino per salire a bordo. Poi aspettiamo un tempo indefinibile in aereo... insomma il Roma era "dovuto" partire per primo e gli altri avevano dovuto mettersi in coda facendo saltare tutti gli orari e per qualcuno anche le coincidenze. Arrivai a Firenze che era poco prima dell'una di notte e meno male perché all'epoca l'aereoporto di Firenze dopo una certa ora chiudeva e in caso di ulteriore ritardo saremmo stati dirottati su Pisa. Questo ricordo non c'entra niente lo so... ma mi è venuto in mente quando riscrivevo la frase "sono abituati a non rendere conto" ...
Argomento Forum(ulteriori notizie):

sabato 21 febbraio 2009

Siracusanews vs G8alternativo


Nel sito siracusanews è comparsa una foto che ritrae resti di un animale, accompagnata da una lettera di un lettore che attacca duramente la chiesa e il parroco di bosco minniti, dato che dichiara che la foto proviene dal cortile della chiesa.
La lettera, già fa stupore dal fatto che ci sia un siracusano che contesta qualcosa, ma fa pensare anche ad un attacco mirato verso la chiesa, come se si aspettava qualsiasi cosa per attaccarla.
Può essere che l'indifferenza e il razzismo, sia cosi forte nei riguardi di chi cerca di aiutare persone che hanno bisogno di un qualsiasi aiuto, o forse semplicemente si è disgustati per il fatto che un luogo sacro come la chiesa venga infangato cosi?!
Quello che non si spiega, è il perchè non si parli, non si documenti in questo modo, fatti più seri come il g8 ad aprile. Invece di sbandierare felicemente che si stanno sistemando alcune strade, (che poi questa cosa dovrebbe essere normale, e non bisognerebbe aspettare il g8 di turno) perchè non ci si concentra in cose più importanti, come il triangolo della morte (Targia-Priolo-Agusta), o perchè non si approfondiscono gli interessi della Prestigiacomo....in realtà gli argomenti sono svariati, e più importanti di una pecora morta, ma forse è più semplice per tutti attaccare un prete e quattro disperati, e prendere in giro con le quattro strade sistemate per il g8.
Fortunatamente cè chi pensa a un g8 alternativo, occasione per chi non è in primo piano, per farsi vedere e per prospettare ad un interesse personale, sfruttando le poche persone che ancora credono al cambiamento con questo "sistema", e magari distrarre con altre tecniche la cruda realtà.
E gli onesti? e chi comprende il "sistema"? stanno in mezzo a guardare, senza fiducia, perchè comprendono tutto, comprendono troppo. Sicuramente bisogna partire da loro, per bloccare questo sistema corrotto, ma a Siracusa ci sono persone senza interessi? ci sono veramente persone che fanno qualcosa senza avere niente in cambio?

martedì 3 febbraio 2009

Io sono Giuseppe Gatì


Ho avuto l'onore di parlare con te, ma non ti ho ringraziato per quello che hai fatto per noi tutti. grazie. dovunque tu sia, continua ad aiutarci...
Ho avuto la possibilità di parlarti, ma non ti ho detto nulla. Sai quante volte ho cercato e continuo a cercare un siciliano come te, con il coraggio di dire come stanno le cose, con il coraggio di non avere paura di mafiosi organizzati, che possono essere politici, criminali, o persone comuni che hanno dentro di se il marcio di questa società, hanno dentro di se la mentalità mafiosa.
Conosco la mia terra, sono sicuro che questo schifo può essere sconfitto. Continuo ad aspettare giovani come te con il coraggio di parlare.

sabato 11 ottobre 2008

"Gaetanotanoo" Il Troll del sito YouTube


Nel gergo di Internet, e in particolare delle comunità virtuali come newsgroup, forum, mailing list, chatroom o nei commenti dei blog - è detto un individuo che interagisce con la comunità tramite messaggi provocatori, irritanti, fuori tema o semplicemente stupidi, allo scopo di disturbare gli scambi normali e appropriati. Spesso l'obiettivo specifico di un troll è causare una catena di insulti (flame war); una tecnica comune consiste nel prendere posizione in modo plateale, superficiale e arrogante su una questione già lungamente (e molto più approfonditamente) dibattuta, specie laddove la questione sia già tale da suscitare facilmente tensioni sociali (come un'annosa religion war). In altri casi, il troll interviene in modo semplicemente stupido (per esempio volutamente ingenuo), con lo scopo di mettere in ridicolo quegli utenti che, non capendo la natura del messaggio del troll, si sforzano di rispondere a tono. Dal sostantivo troll si derivano, sia in inglese che in italiano, forme come il termine trollismo (inteso come il verificarsi di tale fenomeno nelle web-community), il verbo trollare ("comportarsi come un troll") o essere trollato ("cadere nella trappola di un troll" rispondendo a tono alle sue provocazioni).
Un troll particolarmente tenace e fastidioso può effettivamente scoraggiare gli altri utenti e causare la fine di una comunità virtuale. Se un troll viene invece ignorato (in genere la contromisura più efficace), solitamente inizia a produrre messaggi sempre più irritanti ed offensivi cercando di provocare una reazione, per poi abbandonare il gruppo.
Oltre all'indifferenza, in molti contesti esistono anche strumenti tecnici utili per combattere i troll; un approccio generale consiste nel predisporre opportuni filtri che rendono automaticamente invisibili i messaggi inviati dagli utenti segnalati al sistema come disturbatori (per esempio i killfile nel caso dei newsgroup).
La figura del troll è per molti aspetti simile a quella del fake (che "disturba" una comunità fingendosi qualcun altro), sebbene i due concetti non siano del tutto sovrapposti: un "fake" potrebbe partecipare in modo disciplinato e costruttivo alla conversazione, e un "troll" non necessariamente nasconde o falsifica la propria identità.
Esempi del comportamento di un troll .

messaggi fuori tema — "Potete aiutarmi a creare la mia pagina web?" (in un forum dove si parla di musica).
messaggi offensivi — "Sei un idiota se includi questo tipo di messaggi nella tua lista."
messaggi contenenti errori ovvi o gravi pecche — "Penso che 2001: Odissea nello spazio sia il miglior film di Roman Polanski."
messaggi intenzionalmente sgarbati o litigiosi — "Penso che George W. Bush sia il miglior/peggior Presidente della storia americana."
mandare intenzionalmente un'argomentazione oltraggiosa, imperniata deliberatamente attorno a un errore fondamentale ma nascosto; spesso il mittente si mette sulla difensiva se l'argomento viene confutato ma potrebbe invece continuare il discorso attraverso l'uso di ulteriori argomentazioni futili; questo è quello che viene chiamato "dar da mangiare" al troll.
includere contenuti multimediali offensivi come suoni o immagini in un messaggio, o inserire link a siti scioccanti che contengono tali contenuti. Spesso questi link sono mimetizzati come link normali.
quando si accende una flamewar (scambio acceso di opinioni), dichiararsi innocenti.
mandare messaggi contenenti trame di film e libri senza avviso, a volte celati in un messaggio altrimenti innocuo.
mandare immagini che hanno un'interpretazione politica in luoghi inopportuni.
lagnanze fuori tema a proposito della propria vita privata; a volte questo è il troll "grido d'aiuto".
sbagliare deliberatamente e ripetutamente a scrivere i nomi delle altre persone per turbarle e/o irritarle nella conversazione.
risposte plurime o paranoiche a opinioni personali espresse da singole persone — "Non penso che voi tutti ci crediate, vi siete coalizzati contro di me".
insultare persone perché non conoscono la grammatica, il che è un argomento piuttosto spinoso; ignoranza voluta delle regole grammaticali; o anche insultare altri perché scrivono male scrivendo peggio, con un effetto "ironico" che spesso riesce a far uscire le persone dalla loro ipocrisia.
ogni combinazione di quello che è scritto sopra. Per esempio un troll combinerà frasi ingiuriose scritte male.
Motivazioni dei troll .
La maggior parte delle discussioni su "perché i troll si comportano così" parte da utenti internet che dichiarano di aver osservato il comportamento di un troll: esiste poca letteratura ufficiale che descriva il fenomeno. In Italia l'unico testo sull'argomento, scritto dal punto di vista del troll, è il libro Troll - Come ho inguaiato internet di Ciro Ascione. I commenti dei presunti troll, quando interrogati in questo senso, sono spesso inaffidabili perché possono essere stati studiati per seminare ulteriore zizzania fra gli utenti invece che per aiutare l'interlocutore a capire meglio il fenomeno. Similmente, gli accusatori sono spesso motivati dal desiderio di difendere un particolare progetto di comunità in internet e l'accusa di trollaggine rivolta ad un particolare utente potrebbe non riflettere i veri intenti della persona accusata. Per questo motivo, capire quali siano i motivi dei troll su internet è materia di speculazione; tuttavia fra i molti supposti scopi dei troll alcuni ricorrono spesso, basati sul tipo di interferenza che essi provocano (o sono accusati di provocare).

Motivazioni proposte per i troll:
Ricerca di attenzione: il troll cerca di dominare la discussione corrente incitando l'astio e dirottando efficacemente l'argomento in oggetto.
Divertimento: divertirsi alle spalle di chi riesce ad arrabbiarsi per le parole di un totale sconosciuto.
Grido d'aiuto: molti presunti troll, nei loro messaggi, espongono situazioni disperate o di grave disagio familiare, scolastico, finanziario o relazionale, sebbene sia impossibile sapere se siano vere o no. Alcuni credono che il trolleggiare sia un modo aggressivo di cercare in un dato forum una severa ma amorevole guida.
Troll autoproclamati e i loro difensori dichiarano che il trolleggiare è un modo astuto di migliorare la qualità della discussione, o un modo alternativo di vedere i rapporti di potere su grandi wiki pubbliche.
Far perdere tempo agli altri: uno dei maggiori temi nel trolleggiare è l'idea che si possa far perdere dieci minuti di tempo a dieci persone spendendo un solo minuto del proprio tempo. Alla maggior parte dei troll piace l'idea di far perdere tempo agli altri con poco o nessuno sforzo da parte loro.
Effetto Domino: correlato al divertimento, ma in modo specifico: iniziare una grande reazione a catena in risposta ad un singolo post iniziale, ottenendo un numero sproporzionato di risposte. Un comportamento simile a quello di un bambino che viene dato per disperso mentre in realtà si è solo nascosto, e si gode lo spettacolo di un gran numero di adulti che si danno un gran da fare per cercarlo.
Generare un cambiamento nell'opinione degli utenti: un troll può ostentare opinioni estreme per fare in modo che le sue vere opinioni, poi, sembrino moderate. Spesso il troll si serve di altre false identità, inscenando un falso dialogo pubblico. Alternativamente, il troll può fare l'avvocato del Diavolo per rinforzare l'opinione opposta a quella espressa (che è quella a cui il troll segretamente aderisce).
Testare la robustezza di un sistema contro gli attacchi sociali o altre forme di cattivo comportamento: per esempio violare platealmente le regole e i termini di uso per vedere se gli amministratori prendono contromisure e quali.
Combattere sentimenti di inferiorità o impotenza attraverso l'esperienza di controllare un ambiente.
Autopromozione.
Combattere il conformismo: molti troll si difendono sostenendo che il gruppo in cui postano è diventato troppo chiuso e conformista, e cercano di rimediare con una "terapia d'urto" scioccando gli altri utenti.
Satira: in questi casi gli utenti non si considerano dei troll ma piuttosto degli umoristi o dei commentatori politici.
Attacchi personali contro un particolare utente o gruppo di utenti.
Diminuire il rapporto segnale/rumore: diluire i messaggi interessanti nel gruppo affogandoli in un mare di banalità, insulti e ciarpame.
Una possibilità è che un troll stia provando la percepita anonimità di Internet come base di test per una personalità alternativa.
In caso di forum piccoli o di recente costituzione, un troll può tentare di provocare tanto disordine da scoraggiare gli altri utenti e svuotare il forum, in tutto o in parte.
Come già detto è difficile rilevare direttamente le motivazioni dei troll, perché le risposte offerte dai sospetti troll sono spesso niente più che espedienti per continuare la loro attività di disturbo. Questo è un peccato, perché esistono alcune ragioni legittime, come riportato poco sopra, per cui un troll può fare quello che fa: tuttavia esistono anche modi educati e diretti di perseguire gli stessi scopi, senza dover ricorrere al genere di azioni per cui i troll sono tristemente noti. Poiché esistono diversi motivi che portano ad assumere il comportamento tipico di un troll, alcuni non necessariamente malintenzionati, stigmatizzare un utente come "troll" in senso negativo è un gesto avventato.
Alcuni utenti di forum su internet sono considerati (o si considerano) "cacciatori di troll", ed entrano volontariamente in conflitto con un troll quando lo vedono emergere in un gruppo di discussione: spesso però finiscono per essere altrettanto dannosi dei troll stessi. Un singolo messaggio di un troll può essere ignorato, ma se un cacciatore di troll reagisce, il thread andrà immediatamente off-topic.
Durante i conflitti causati dai troll il comportamento degli utenti di un gruppo si può classificare in una di queste sei categorie:
i Troll, che attivamente fomentano gli scontri e i litigi.
i Cacciatori di Troll che non iniziano il conflitto, ma se coinvolti ricambiano con gli interessi, dando luogo ad una vera escalation. Spesso usano i troll come scusa per il loro pessimo comportamento, e in molti casi accusano facilmente altri utenti di essere troll a prescindere dagli intenti di questi.
i Nobili: cercano di ignorare il conflitto, continuando a discutere gli altri argomenti che il gruppo stava trattando. Di solito esprimono una incurante riprovazione per il troll, ma non cercano di offenderlo. Si comportano come gli anziani del gruppo, postando consigli semplici ed efficaci del tipo "Non date da mangiare ai troll" o altre frasi che in generale hanno sempre lo stesso significato: "Ignoratelo e se ne andrà da solo".
i Moderanti: (non nel senso di "moderatori di sistema") cercano di risolvere il conflitto in modo che tutte le parti in causa restino il più possibile soddisfatte.
gli Spettatori: si ritirano dal conflitto. A volte abbandonano il forum disgustati.
i Dirottatori: iniziano una discussione off-topic in risposta ai post provocatori del troll, "dandogli da mangiare".
I troll del tipo "in cerca di attenzione" cercano precisamente lo scontro con i cacciatori di troll, mentre quelli del tipo "grido d'aiuto" cercano la consolazione e la compassione offerta dai Moderanti.
Uno dei casi più interessanti di trollaggio coinvolse il forum "all things lamb" sul sito web della band Mancuniana Trip-Hop/Organica Lamb. Il troll in questione era già noto su altri siti di musica: probabilmente leggeva il forum da diverso tempo, perché all'inizio del 2005 cominciò a postare messaggi sia con il suo nome sia con quello di altri utenti (il forum non era moderato e non richiedeva iscrizione). Nel giro di poche settimane la maggior parte degli utenti, compresi i membri della band, aveva smesso di postare messaggi e si era spostata su mezzi di comunicazione alternativi (email, telefono, programmi di instant messaging) e dall'inizio di aprile 2005 praticamente tutti i messaggi sul forum erano postati dal troll. Lo scopo del troll era il divertimento: tuttavia il suo sforzo, anziché distruggere la comunità, ebbe solo il risultato di farla spostare su mezzi di comunicazione in cui gli utenti potevano avere maggior controllo.
Soluzioni possibili al problema .
Alla lunga un troll è sempre individuabile, perché tende a reiterare il suo comportamento nel tempo.
La soluzione più semplice è ignorare a priori tutte le discussioni proposte da quest'individuo, se possibile metterlo in "ignore list", avvisando i nuovi utenti, in modo che non cadano nelle trappole che i troll tendono continuamente.
La saggezza popolare suggerisce agli utenti di evitare di nutrire i troll, e di resistere alla tentazione di rispondere. Rispondere a un troll porta inevitabilmente la discussione fuori tema, nello sbigottimento degli osservatori, e fornisce al troll l'attenzione di cui ha bisogno. Quando i cacciatori di troll si avventano sui troll, rispondono con: "YHBT. YHL. HAND.", o "You have been trolled. You have lost. Have a nice day." ("Hai subito il trolling. Hai perso. Buona giornata.") Poiché i cacciatori di troll sono essi stessi (come i troll) affamati di controversie, i veri sconfitti sono gli altri utenti del forum che avrebbero preferito che non si arrivasse allo scontro.
La letteratura sulla risoluzione dei conflitti suggerisce che indicare una persona che discute su Internet come un troll non aiuta a far cessare comportamenti disdicevoli. Una persona allontanata da un gruppo sociale, sia su Internet che nella vita, può assumere il ruolo di antagonista, e cercare di disturbare o far arrabbiare ulteriormente i membri del gruppo. L'etichetta di "troll", spesso segno di allontanamento dal gruppo, può quindi perpetuare il trolling.
Normalmente si ottengono migliori risultati quando gli utenti si fanno carico del ruolo di moderatore e descrivono comportamenti più costruttivi senza giudicare né fare paragoni. I troll sono eccitati dai cacciatori di troll e frustrati da chi li ignora, e nessuna di queste emozioni produce risultati positivi per il forum. Affrontare i troll porta alle "flame wars". I troll frustrati dalla strategia "non date da mangiare ai troll" potrebbero lasciare il forum (e trollare da qualche altra parte, o diventare utenti responsabili) o potrebbero peggiorare finché non ricevono una risposta.
I troll novizi spesso subiscono il Rimorso dei Troll, un sentimento di rimorso dopo che hanno perso il loro account (che sia da un Internet Service Provider o da un forum) come conseguenza delle loro azioni da troll.
Account conosciuti del TROLL "GAETANOTANOO" sul sito YouTube:
gaetanotanoo; bambinidisenora; giustiziaperta; PsiKanaglBambSenora; polentonicannel;
bambinidipacopena; GianMariaDaCuneo; spartiacquechannel; belinchannel; frascachanel;
ndujachanel; dialettohotelchannel; cuginodimerda006; videosuono; sozzobestia;
FUCKWOPS; sloofa; TogaAssassina;
FATABEAT; hidalgo2211;
dialettohotelchannel; Cannonauchanel; BUZZICONECHANEL; volanteassassina;
kanaglietta; kanagliettadoc;
Account sospetti e/o vicini al TROLL "GAETANOTANOO"
veropatriota; malbolita; malbolitissima; malbolitaforever; appropinquata; U2SSana; PacoDellaMerendola;
Chiunque abbia sospetti o altre segnalazioni riguardante questo caso contatti:
email
rosanero18@gmail.com